Il prezzo di un pezzo lavorato lo decidono poche righe di disegno: tolleranze, raggi, finiture, materiale. Sette scelte che fanno raddoppiare il preventivo e come correggerle.

Perché il preventivo è il doppio del previsto?

Quasi sempre perché il disegno chiede più di quanto il pezzo serva. Il costo di un pezzo lavorato dipende dal tempo macchina e dagli attrezzaggi, e li allungano le tolleranze strette, le finiture spinte, gli angoli interni vivi e i piazzamenti multipli. Spesso bastano sette righe di quota da rivedere per tagliare il prezzo di un terzo o più (stima, varia col pezzo).

Un caso tipico: un supporto in alluminio 6082 per una linea di confezionamento, quotato tutto a ±0,02 mm "per sicurezza" perché il disegno è partito da un modello copiato. L'officina non può sapere quali quote contano. Nel dubbio prezza il caso peggiore, con rettifica o finitura in più, e il preventivo sale. Chi sta in Campania e cerca tre offerte spesso riceve tre prezzi lontani proprio perché ognuno interpreta in modo diverso lo stesso disegno ambiguo.

Le sette scelte che fanno salire il prezzo

Sono in ordine di frequenza, non di peso: su un pezzo la voce più cara può essere la quarta, su un altro la prima.

  • Tolleranza stretta su tutto: se la quota non è funzionale, la tolleranza generale ISO 2768-m (±0,1 mm fino a 6 mm, ±0,2 mm fino a 30 mm) è quasi sempre sufficiente. Stringere a ±0,01 mm può richiedere rettifica o alesatura.
  • Raggi interni troppo piccoli: una tasca fresata con raggio d'angolo 1 mm obbliga a usare frese da 2 mm, lente e fragili. Come regola pratica, il raggio dovrebbe essere almeno un terzo della profondità della tasca.
  • Rugosità ovunque Ra 0,8: la finitura Ra 3,2 si ottiene con la fresatura normale, la Ra 0,8 richiede passate di finitura o rettifica. Va indicata solo sulle superfici di scorrimento o di tenuta (indicazioni ISO 21920).
  • Materiale sovradimensionato: un acciaio da bonifica dove basta un S355 (UNI EN 10025) costa di più, si lavora peggio e spesso richiede anche il trattamento termico.
  • Troppi piazzamenti: fori e facce su sei lati diversi significano sei riprese del pezzo, ognuna con il suo errore di posizione e il suo tempo di attrezzaggio.
  • Filettature profonde o in fori ciechi senza scarico: un M8 in foro cieco profondo 30 mm si maschia con rischio di rottura del maschio e scarto del pezzo. Il filetto utile raramente supera 1,5 volte il diametro.
  • Dal pieno ciò che si fa meglio saldato o in lamiera: un blocco da 120 mm fresato fino a lasciare tre nervature butta via oltre il 70% del materiale. Il confronto lavorato/saldato lo trattiamo nella nota su saldato o lavorato dal pieno.

Quanto pesa la tolleranza sul costo

I rapporti che seguono sono ordini di grandezza orientativi, non listini. Variano con materiale, dimensione e macchina, ma l'andamento è questo: ogni passo di classe di tolleranza in più moltiplica il costo della singola quota.

  • IT12-IT13 (±0,1 mm circa): fresatura o tornitura normale, costo di riferimento.
  • IT9-IT10 (±0,03 mm circa): passata di finitura e controllo in macchina, circa +20-30%.
  • IT7 (±0,015 mm circa, ad esempio un foro H7): alesatura o finitura dedicata e calibro passa/non passa, circa +50-100%.
  • IT5-IT6 (±0,005 mm circa): rettifica e controllo in sala metrologica, che spesso più che raddoppia la lavorazione della singola quota.
  • Per le tolleranze di giunzione albero-foro il riferimento è ISO 286; per la saldatura ISO 13920 (classi B-F).

Quando non conviene ottimizzare

Non sempre il pezzo si può semplificare. Se una superficie fa da guida di scorrimento, da sede di cuscinetto o da tenuta, la precisione serve e va pagata: ridurla per risparmiare porta a un pezzo che si grippa o perde. Lo stesso vale per un prototipo singolo: ottimizzare il disegno per la serie ha poco senso se se ne faranno uno o due, e il tempo di riprogettazione costa più dell'eccesso di lavorazione.

Il risparmio diventa reale da una decina di pezzi in su, quando ogni minuto di macchina si moltiplica. Su serie da 50 pezzi, togliere 4 minuti di lavorazione a pezzo sono più di tre ore di macchina risparmiate.

Cosa si guarda prima di mandare il disegno in officina

Prima di chiedere offerta conviene fare tre controlli: marcare le quote funzionali e lasciare le altre alla ISO 2768; verificare che ogni tasca e ogni foro abbiano un utensile standard che li raggiunge; contare quante volte il pezzo va girato nella morsa.

CPPrototype, su un disegno già esistente, fa questa revisione prima della richiesta di offerta e restituisce un disegno con quote funzionali evidenziate e lavorazioni semplificate dove il pezzo lo permette.

Domande frequenti

Basta chiedere più preventivi per capire se il prezzo è giusto?

Aiuta, ma se il disegno è ambiguo ogni officina stima un caso peggiore diverso. Prima conviene chiarire le quote funzionali, poi confrontare offerte sullo stesso disegno.

La tolleranza generale ISO 2768-m va bene per tutto?

Per le quote non funzionali di pezzi lavorati sì, nella maggior parte dei casi. Per accoppiamenti, sedi di cuscinetto e riferimenti di montaggio serve una tolleranza dichiarata sulla quota.

Cambiare materiale riduce davvero il costo?

Dipende dalla lavorabilità. Un alluminio 6082 si fresa molto più in fretta di un acciaio inox 304, e a parità di geometria il tempo macchina può dimezzarsi. Resistenza e ambiente d'uso restano il vincolo.

Da quanti pezzi conviene rivedere il disegno?

Su pezzi singoli di rado. Da una decina di pezzi in su il tempo macchina risparmiato per pezzo comincia a superare il costo della revisione.

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